Sofia è un’applicazione che facilita la gestione di tecnologie dell’automazione di coworking e alberghi. Facendo dialogare una serratura e uno smartphone grazie al software Jago, studiato per essere integrato a piattaforme software esistenti, Sofia offre la giusta funzionalità di gestione degli accessi.

Noi di Connection Lab abbiamo incontrato Alessandro Nacci, CEO e fondatore di Sofia, negli uffici di Tim #Wcap, l’acceleratore di TIM che seleziona, finanzia e accelera le migliori start-up in ambito digitale (qui il nostro articolo a riguardo).

 

 

Abbattere i costi aumentando l’efficenza

 

“Sofia è un nuovo modo di concepire la gestione degli ingressi. Un modo semplice e veloce che garantisce sicurezza ed efficenza nell’accessibilità: il servizio è infatti disponibile 24 ore su 24”.

Nata come spinoff di Bottega52, azienda che si occupa di consulenza nell’ambito dei software, Sofia ha subito attirato l’attenzione di grandi aziende, aggiudicandosi i finanziamenti di Telecom e in seguito di Microsoft.

“Inizia tutto nel 2014, durante il nostro secondo anno di dottorato. Abbiamo provato a realizzare un applicativo per il controllo della domotica. Dopo varie ricerche di mercato abbiamo pensato agli hotel. Ci siamo anche fatti assumere in hotel. Una volta iniziato a lavorare sul campo ci siamo resi conto di una grossa problematica: la gestione delle chiavi delle camere di albergo”.

Come risolvere questo problema?

Dopo varie ricerche, i Ceo di Sofia, Alessandro Nacci, Matteo Ferroni e Riccardo Cattaneo, decidono di affidarsi a Iseo azienda leader nella produzione di hardware e serrature intelligenti.

“Un prodotto funziona se è necessario a qualcuno e i bisogni reali li si conosce approfondendo la conoscenza nel settore in cui si vuole andare a lavorare. Abbiamo deciso di affiancarci ad un leader di mercato e contribuendo da parte nostra, con l’innovazione tecnologica”.

Subito dopo essersi laureati presso il Politecnico di Milano, Matteo, Alessandro e Riccardo si specializzano all’estero tra San Diego, Chicago e Londra conducendo studi nell’ambito dell’informatica.

 

 

Otello: come evitare di perdere le chiavi

 

Oltre a Sofia, viene creata anche Otello, un’applicazione dedicata interamente agli hotel e ai bed and breakfast .

Otello permette di gestire in maniera smart l’attività alberghiera registrando automaticamente gli ospiti e le loro prenotazioni. Inoltre, è in grado di revocare e generare da remoto le credenziali d’accesso nelle strutture.

Grazie a Otello, è il proprietario ad inviare direttamente allo smartphone del cliente le chiavi del suo alloggio. Si abbattono anche in questo caso i costi e i tempi per il delivery delle chiavi, garantendo allo stesso tempo la massima sicurezza

 

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Il fallimento come lente di ingrandimento

 

Durante l’ intervista, Alessandro ci dimostra di essere un sostenitore della teoria del fallimento come marcia in più. Ci dice che le start-up giovani è giusto che falliscano.

Ma come può un fallimento rivelarsi un’opportunità?

Gli errori e i fallimenti permettono di fermarci un attimo e razionalizzare. Focalizzandoci su cosa non ha funzionato possiamo trovare soluzioni nuove. Un errore può rappresentare un’interessante occasione di scoperta nonché un’opportunità più che valida per interrogarsi sul proprio operato.

Mettersi in discussione e cercare sempre una nuova strada è di vitale importanza per gli imprenditori ma soprattutto per gli startupper. La categoria è infatti popolata per la maggior parte da ragazzi giovani che, mossi dall’entusiasmo, il più delle volte rischiano di volare troppo alto e perdere il contatto con la realtà.

“Consiglierei ad ogni neolaureato di fare un periodo in azienda, di lavorare da dipendente anche se si ha un’idea imprenditoriale propria. Più si è a contatto con la realtà più la percentuale di fallimento diminuisce”.

Alessandro ci parla poi dei vantaggi di essere “capi di se stessi”:

“E’ un mestiere che ti sprona ad evolvere e a crescere. Hai un’indipendenza lavorativa che non tutti hanno, non si fanno programmi, si lavora giorno per giorno fino a tarda notte. E poi se sei appassionato di quello che fai, può considerarsi lavoro?”.

 


 


Giorgia Smaldone

Giorgia è una studentessa di Lingue e Letterature Straniere presso l’Università degli Studi di Milano. Parla due lingue e ne sta studiando altrettante. Appassionata lettrice, ama ascoltare la musica e viaggiare.