Le idee di business e imprenditoria di successo raramente derivano dalla mente di un unico soggetto. Ci siamo chiesti qual è, quindi, l'”ingrediente segreto” per trasformare un’idea imprenditoriale in un business funzionante?

Per rispondere a quest’interrogativo, abbiamo analizzato un modello di business innovativo, che negli Stati Uniti ha raggiunto obiettivi importanti e che da qualche anno è una realtà anche del panorama italiano: i parchi scientifici tecnologici. Per capirne il funzionamento e gli scopi, il 15 Marzo abbiamo visitato il parco Kilometro Rosso, che si trova a soli 3 km dal centro di Bergamo, in una posizione strategica, di passaggio, nelle vicinanze dell’autostrada A4.

 
Progettata da Jean Nouvel, la struttura di Kilometro Rosso presenta peculiarità tipiche dei progetti industriali “all’americana”, in quanto unisce in uno stesso spazio luoghi di ricerca e lavoro, quali laboratori e uffici, con luoghi adatti al tempo libero e alla ricreazione. Al nostro arrivo abbiamo incontrato la nostra guida, Leonardo Marabini, Direttore commerciale Marketing di Kilometro Rosso e professore di Project Management dell’Innovazione al corso di Laurea Magistrale Management dell’Innovazione e dell’Imprenditorialità presso l’Università Statale di Milano, che ci ha accompagnato durante tutto il tour.

kilometro rosso

 

Brembo: la prima a credere nel progetto.

La prima tappa della nostra visita guidata ci ha portati a scoprire l’attività innovativa di Brembo, azienda leader mondiale nella realizzazione di impianti frenanti per motocicli e autoveicoli commerciali.

La Brembo è stata anche l’azienda promotrice del parco scientifico, che, a differenza della maggioranza degli altri parchi scientifici europei, è finanziato al cento per cento da soggetti privati. Mettendo a disposizione spazi per laboratori ed uffici, la Brembo ha accolto nell’area del parco, nuove realtà, che ne hanno diversificato le attività, dando il via a nuove collaborazioni. Infatti Kilometro Rosso è un parco multisettoriale, che sposa la filosofia della diversità tra settori, non prediligendone uno in particolare, bensì aprendo le porte a realtà diverse, sempre innovative.

 

Networking “door to door”: l’esempio di Intellimech.

La principale innovazione dei parchi scientifici è la possibilità di fare networking “door to door”. Nello stesso stabilimento coabitano realtà differenti e un’innovazione che in un ambito sembra secondaria, in un altro potrebbe essere la svolta per proseguire una ricerca durata anni. La possibilità di interfacciarsi con specialisti di campi differenti, anche solo dirigendosi in ufficio, apre le porte ad un dialogo e a collaborazioni ampie e stimolanti.

Un esempio concreto di networking ci viene dato già alla seconda tappa della nostra visita, nei laboratori di Intellimech, un consorzio di ricerca a carattere privato che si insedia in Kilometro Rosso nel 2007 e che si occupa di meccatronica.

 

Kilometro Rosso e la forza del networking

Essendo un consorzio, Intellimech prevede per i suoi consorziati, il versamento di una quota annuale per contribuire al finanziamento del capitale sociale e di vari progetti. Questi ultimi sono al vaglio del Comitato Tecnico del consorzio, formato da Professori Universitari, per garantire la continuità tra mondo accademico e lavorativo. Seguendo le direttive strategiche dell’Organo Amministrativo, il Comitato sceglie progetti che hanno una base di ricerca utile a tutte le imprese del consorzio. In questo modo i costi di Ricerca e Sviluppo, per definizione molto onerosi, vengono ottimizzati, in quanto suddivisi per una pluralità di soggetti diversi, che poi differenzieranno la loro offerta, in fase di verticalizzazione.

Terminiamo la nostra visita nel laboratori di MarioWay, start up che si occupa di innovazione sociale, di cui parleremo in modo approfondito in uno dei prossimi articoli. Stay tuned!


Simona Zollo

Simona si è laureata in Management Pubblico presso l’Università degli Studi di Milano, dove sta conseguendo la Laurea Specialistica in Management dell’Innovazione e Imprenditorialità. Parla quattro lingue e ha avuto diverse esperienze di studio e di lavoro all’estero, principalmente in Spagna e nel Regno Unito. È appassionata di viaggi, fotografia e libri.

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